Susanna e il grande circo di mr Baangh

Il circo- disegno di Vittoria (5 anni)

Il circo- disegno di Vittoria (5 anni)

Questa è la storia di Susanna, una bimba riccia e molto alta che non ha mai conosciuto i genitori, né gli zii, né i nonni, né paterni e né materni. E nemmeno un cognome ha mai posseduto, per tutti è sempre stata solo Susanna.
Anche se lo potrebbe sembrare, questa non è una storia triste, anzi potremmo dire tutt’altro, è un racconto di colori e piroette e grandi abbracci in grandi scarpe di cinque taglie più larghe, di sorrisi esagerati e fiori spruzzarelli, di elefanti e magici ‘abracadabra’, tutti racchiusi nel caldo e vivacissimo circo di Mr. Baangh!

Sì, Mr. Baangh, l’uomo ‘esplosivo’ che tanti anni prima aveva assoldato e riunito la compagnia circense più grande, bella e strana dell’intero Paese. Qualche tempo più tardi, mentre vagava di città in città con tutto il carrozzone, aveva trovato un’orfanella abbandonata ai piedi di un’immensa quercia. Il buon impresario la accolse nella sua compagnia fatta di giocolieri, burloni e prestigiatori… insomma, in breve la adottò. Il circo era davvero una cosa spettacolare da vedersi, capace di rianimare anche il più triste e stanco paesino mai incontrato. Le trombe fischiavano e i tendoni si aprivano davanti agli occhi stupefatti degli spettatori, mentre nell’aria si spandeva l’odore dello zucchero filato, dei canditi e delle mele caramellate fino alla contea vicina. Ogni giorno, tranne il lunedì, Mr. Baangh faceva la sua comparsa sul palco, impettito nel gilet di raso e con indosso il grande cilindro a strisce rosse e gialle. Si presentava arricciando i lunghi baffi. I ginnasti saltavano sui tappeti e dalle funi, i clown inciampavano in modo buffo, il mangiatore di spade faceva il suo spuntino e il fachiro si riposava sul letto di chiodi proprio vicino al domatore di leoni. Non c’era da annoiarsi in tutta quella festa, e in quel bizzarro mondo fatto di stranezze: l’uomo più forzuto del pianeta, la donna più grossa dei sette mari, il ragazzo con le orecchie più grandi di un elefante, quello invece che saltava 3 metri in un balzo soltanto, la ragazza con gli occhi bianchi come il latte e la signora che sapeva contare in un unico colpo gli spilli all’interno di una scatola rovesciata. E intanto Susanna cresceva, e cresceva in tutti i sensi. Le sue gambe si facevano sempre più lunghe e dritte come fusi, superando le sue coetanee di ben cinque spanne.
Giorno dopo giorno, Mr. Baangh, vedeva però che la bambina si faceva più cupa e triste,
– Cosa ti succede Susy!?- le chiedeva il vecchio arricciandosi i baffi.
– Nulla papà.. – rispondeva ogni volta lei, volgendo lo sguardo altrove.
Vagavano di città in città e Susanna non era mai riuscita ad avere amici cari con cui andare a pescare, giocare, studiare… e con le sue gambe che si facevano sempre più alte era sempre più difficile cercare di inserirsi tra i bimbi dei quartieri,
– Spilungona! – la chiamavano alcuni,
– Pertica! – la insultavano altri,
-Tornatene al circo!- le gridavano facendola piangere e vergognare di sé e della sua famiglia. Così una notte serena, sotto un cielo ricco di stelle, Susanna fuggì via. In cerca forse di un’altra famiglia, chissà.

Mr. Baangh al suo risveglio fu colto dall’ansia, e mandò tutti i suoi dipendenti alla ricerca della piccola sperduta. Passarono tre lunghissimi giorni, e verso l’imbrunire dell’ultimo, la donna più grassa dei sette mari la trovò rannicchiata sotto la volta di un ponticello, che univa le sponde di un torrente vorticoso.
– Ehi Susanna, cosa fai qui!?- le chiese la donna con voce roca,
-Ti stanno tutti cercando! Proprio tutti! Mr. Baangh è disperato!- continuò.
La bambina fece spallucce. Così la grassa donna si adagiò cautamente vicino a lei, sospirando e con una pezza di stoffa si asciugò il sudore dalla fronte.
-Be’ Susy, sai cosa ti dico..- riprese- me ne starò anche io qui nascosta con te, così per un po’ non sentiremo più le battutacce di tutti sulla mia pancia e le mie cosce! – disse, attirando lo sguardo di Susanna.
-Sì piccola, hai capito benissimo! Ma sì, che dicano che dicano! Io me ne sto qui nascosta, sono orrenda, bruttissima! – diceva la donna guardando l’acqua scorrere.
Fu allora che Susanna parlò con il pianto il gola:
-No, Margherita, non è vero, tu sei bellissima! La più bella mamma che io abbia mai visto, e profumi sempre di torta e di vaniglia!- e così si abbracciarono strette.
– Ooh Susanna, quello che ti rende diversa, non ti rende più brutta… ma ti rende speciale. Ricordalo sempre!! – le bisbigliò infine Margherita all’orecchio.
E fu proprio in quell’istante che dal torrente, oltre il ponticello, si udirono delle grida spaventate avanzare vero di loro, e quando si fecero a pochi metri Susanna e Margherita videro un bambino, molto piccolo, annaspare nell’acqua.
-Aiuto! Aiuto!- strillava il bimbo che era scivolato nel torrente.
Margherita e Susanna non sapevano nuotare, ma con un balzo la bambina allungò le gambe fino al centro del torrente, afferrando il bimbo con presa sicura per trascinarlo a riva, in salvo. Nel giro di qualche minuto arrivarono al ponticello anche tutti gli altri componenti del Grande circo di Mr. Baangh, e Mr. Baangh stesso che corse incontro a Susanna in lacrime di gioia. Nel vedere la preoccupazione sui volti di tutti, in ansia per la sua scomparsa, Susanna capì di avere non solo una grande famiglia, ma molti e molti amici.. forzuti e bizzarri, con nasi grossi grossi, piedi lunghi lunghi, mangiatori di spade e domatori di leoni, e se il mondo non li aveva apprezzati lei sì. Da ora in poi lo avrebbe fatto. Così chiese a Mr. Baangh un lavoro attivo, venendo assegnata alla distribuzione di popcorn e noccioline durante gli spettacoli, e grazie alle sue cinque spanne in più riusciva in un unico giro a vendere sacchetti e confezioni anche alle file sopraelevate. Mai più da quel giorno Susanna scappò e mai più si vergognò delle sue gambe lunghe, sentendosi sempre in compagnia e amata dalla più strana famiglia dell’intero Paese.

Mr. Baang le insegnò a nuotare, e lo insegnò anche a Margherita.

 

Francesco

Ilenia Bilancio

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