Quintilla

Nel lontano villaggio Swish Swosh nella stagione del colore porpora prendeva vita la grande fiera dei tessuti e dei filati. Accorrevano da ogni parte del mondo mercanti, sarti e bottegai per barattare sete, broccati e cotoni pregiati.

In un angolo della piazza, anche quell’anno, se ne stava un carretto sbilenco colmo di lana soffice e boccolosa. Un bradipo dal pelo ingiallito sonnecchiava su quella morbida montagna di ciuffi bianchi.

«Ehi orsetto bello, cosa sogni?»

gli chiese Quintilla, la bimba più curiosa dell’intero villaggio, punzecchiandolo con un ramoscello.

Quintilla

Quintilla

Lui, arrotando la lingua su tutte le “erre”, rispose:

«Carote croccanti tra foglie di radicchio rosso e barbabietole arrostite.»

«Oh, che sogno spaventevole! Verdura, bleah!»

esclamò la bimba.

«E perché mai? È di gran lunga il mio piatto preferito!»

«Tu non hai visto mostriciattoli e streghe malefiche?»

domandò Quintilla sgranando gli occhi.

«Perdindirindina!»

disse lui inciampando su ogni “erre”

«Solo sogni fruttati per un vecchio bradipo come me.»

Bradipo

Quintilla, sorpresa dalla risposta dell’animale, raccontò dell’oscura maledizione che da secoli, in quella contea, disturbava con incubi tremendi il dolce sonno dei bambini.

«Acciderbolina! Dovremmo porre presto rimedio. Vieni con me, bimbetta!»

detto ciò il bradipo l’aiutò a salire sul carretto e, con passo lento, trainò le ruote scricchiolanti verso il bosco.
Dopo un lungo cammino, a un certo punto, le fronde si aprirono e i due giunsero ai margini di una grande distesa verde trapuntata di splendide margherite. Nel mezzo vi era una sgangherata casetta di pietre con il tetto di paglia. Tutt’intorno candide pecorelle intonavano sinfonie di allegri belati.

«Cos’è quella gigantesca montagna di pelo?»

chiese Quintilla indicando una figura che si vedeva in lontananza.

l'orco Geronimo

l’orco Geronimo

«Il mio socio! L’orco Geronimo potrà aiutarti.»

esclamò il bradipo.
Man mano che i due si avvicinavano Quintilla metteva a fuoco un grosso ammasso di ciccia bluastra, avvolto in un gilet di folta lana bianca. L’orco strascicava i piedoni e si chinava con modi goffi a cogliere margherite per riporle poi in una sacca.

«Per mille pistilli! Chi è questa nanetta che ti porti appresso?»

chiese Geronimo rivolgendosi all’amico.
Il bradipo allora spiegò all’orco della maledizione che tormentava i bambini di Swish Swosh.

«Margheritaggine! Qui ci vuole subito uno stufatino! Vieni dentro, nanetta.»

esclamò Geronimo indicandole la casa.

«Devi sapere che io e il mio socio cuciniamo un succulento stufato di margherite del quale vado ghiotto. Una sola tazza, oh mio piccolo tesoro, e ti assicuro saranno sogni d’oro. Sulle gambe di Geronimo una favoletta, per dormir fino al mattino questa è la ricetta.»

recitò il bradipo.
Quintilla trangugiò una grande scodella di quell’intruglio profumato, poi si accoccolò sul pancione dell’orco e, ascoltando i racconti di mondi lontani, di imprese spaziali, di dame e cavalieri, si appisolò. Per la prima volta, dopo tanto tempo, fu un sonno delizioso.
Da quel giorno la piccola tornava ogni prima luna dai suoi nuovi amici per fare scorpacciate di storie e di stufato, che, poi, portava ai bambini di Swish Swosh regalando a tutti sogni d’oro.

Che cosa succede se Capitan Bistecca sfida il Generale Broccolo?

Scoprilo con questo divertente libro!

Clicca qui per maggiori info:

La guerra in mensa – Delmiglio Editore