Il dinosauro Alvise

Guarda il video della storia di Alvise e scopri che cosa aveva di strano questo dinosauro. Sotto troverai il testo completo della storia scaricabile anche in pdf. Buona visione!

 

Tanto, ma tanto, ma proprio tanto tempo fa, la signora Velociraptor ebbe tre cuccioli: Aurelia Velociraptor, Amalia Velociraptor e Alvise Velociraptor. Le due sorelline crescevano belle e veloci. All’età di sei anni avevano già battuto tutti i record dei cugini più grandi. Erano l’orgoglio della famiglia Velociraptor.

Alvise, beh Alvise, invece, era un dinosauro un po’ strano… Credeva di essere un coniglio.

Tippete-tappete-tà
saltellava sempre di qua e di là.

Saltava quando andava a scuola, saltava quando mangiava, saltava perfino quando dormiva. Non riusciva proprio a smettere, perché Alvise credeva di essere un coniglio. Aveva solo la pelle sbagliata.
Le sue sorelle, i suoi cugini, i compagni di scuola, tutti lo prendevano in giro per quel suo strano comportamento. Alvise era spesso solo perché nessuno voleva giocare con un dinosauro che si crede un coniglio!

Tippete-tappete-tà
saltellava sempre di qua e di là.

Ogni anno, in primavera, le scuole dei dinosauri organizzavano le Dinolimpiadi. La staffetta preistorica era stata sempre vinta dalla famiglia dei Velociraptor. L’anno precedente Aurelia ed Amelia avevano vinto pari merito la medaglia d’oro. Alvise non aveva mai partecipato alla staffetta, per paura di mettere in imbarazzo la sua famiglia.

Quell’anno, però…
-Alvise, le tue sorelle sono a letto con la febbre giurassica. Oggi dovrai gareggiare tu nella corsa- gli disse sua madre.
-Io? Non so correre, lo sai- rispose Alvise, saltellando su e giù.
-Provaci, piccolo mio. Prova ad essere uno di noi. Ci renderesti molto fieri di te!- lo incoraggiò la madre.
Così, Alvise si presentò a scuola, pronto per la staffetta. Tutti i corridori erano schierati sulla linea di partenza. Il dinosauro Alvise si sforzava in tutti i modi di non saltare.
“Non sono un coniglio, sono un Velociraptor. Devo correre, correre, correre…” si ripeteva nella testa, aspettando l’inizio della gara.
Il giudice fischiò e tutti gli altri dinosauri cominciarono a correre. Alvise era bloccato.
-Corriii!!- lo incitavano i suoi genitori e tutti gli amici di scuola.
Alvise non sapeva come si facesse a correre.
Sapeva, però, come si saltava. Ed era piuttosto bravo a farlo.
Quindi cominciò a saltare all’impazzata.

Tippete-tappete-tà
saltellava sempre di qua e di là.

In pochi balzi raggiunse gli altri corridori e li superò. Saltò, saltò e saltò come solo i migliori conigli sanno fare e giunse per primo al traguardo, battendo tutti i record di tutti i Velociraptor di tutta la preistoria.
I suoi genitori furono molto fieri di lui e capirono che non importava che lui fosse diverso. Alvise saltava più veloce di qualsiasi altro dinosauro e da quel giorno nessuno lo prese più in giro perché si credeva un coniglio.

Tippete-tappete-tà
il dinosauro Alvise saltellò per sempre di qua e di là.

Ilenia Bilancio

 

Il dinosauro che si credeva un coniglio

 

Ilenia Bilancio

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