Storie della buonanotte

La leggenda del pentolino azzurro- seconda parte

Mago- Emma di 8 anni

Mago- a cura di Emma (8 anni)

 

L’ometto fece cenno alla bambina di seguirlo e, così, i due lo attraversarono per giungere ai piedi del faro rosso.
-Tu aspettami qui. Nessuno può vedere dove stia nascosto il pentolino magico- ordinò il Mago a Lucrezia.
La bambina si sedette per terra: cominciava ad essere veramente stanca. Tirò fuori dallo zainetto la sua copertina e vi si accoccolò sopra, usando come cuscino lo zaino. In pochi istanti si addormentò con il rumore delle onde come ninna nanna… + Leggi di Più

La cravatta fortunata

Tra le corsie dei supermercati, sulle poltrone dei parrucchieri e dalla manicure, da giorni non si parla d’altro che della cravatta fortunata. Sì, forse un pochino bizzarra e stravagante con quei suoi pois a coriandoli, piccini come zuccherini, tutti tranne uno: grande e rosso che svetta sullo sfondo blu notte, però che spettacolo di nodo!

Passa di qua, passa di là, sotto poi sopra, stringi per bene ed ecco un capolavoro!

La cravatta fortunata- Matilde (6 anni)

La cravatta fortunata- Matilde (6 anni)

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La leggenda del pentolino azzurro- prima parte

Si narrava di un pentolino azzurro, ma di un azzurro veramente azzurro, come l’acqua del mare più bello, quell’azzurro che luccica, che ferisce gli occhi da tanto che è azzurro.
Quel pentolino era magico; di una magia anch’essa azzurra.
Era custodito in un faro, sul limite estremo di un lunghissima striscia di terra che si inoltrava per chilometri nel mare. Di fronte a questo faro, ce n’era un altro. I due fari, uno di colore rosso e uno giallo, si guardavano, a dividerli solo pochi metri di onde.

Faro rosso

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The white Polar Bear

Once I met a Polar Bear.

A real, huge Polar Bear.

He was totally white as the snow he was surrounded by. White were the head and the ears, white was the mouth, white were his paws, white his whole body.
The Polar Bear was lonely because nobody could see him in the white snow of the North Pole. He had no friends at all, so he was very sad.
He was tired of being alone, so one day he went to the Wise Seal who said to him:
-If you want to be visible, you will have to become a Bear.

Bears are brown, Polar Bears are white as the snow.-

-How can I become a Bear?- asks the Polar Bear.
-Paint yourself brown.- answers the Wise Seal.

Bear- Linda (5 anni)

Bear- Linda (5 anni)

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La polpa di tonca

 

Mi chiamo Aristotele. Abito in un tranquillo angolino di mondo, sulla riva di un fiume, con mia moglie Ifigenia e le nostre due figliolette, Electra e Dafne. Sono un maestro. Insegno, ogni giorno, ai miei alunni tante cose super: la matematica, la geografia, la storia e le scienze, ma ciò che li diverte di più è senz’altro quella che io chiamo l’arte della fantasia. Ci sediamo tutti in cerchio e cominciamo a creare storie strampalate con personaggi assurdi. La scorsa settimana, ad esempio, abbiamo inventato un racconto che faceva così:

C’era una volta un fantasma orripilevole (sì, lo so che orripilevole non esiste, ma si tratta di arte della fantasia!), insomma questo fantasma aveva 84 anni e, ormai, doveva andare in pensione e non spaventare più i bambini, ma…

Perdonatemi, non era questa, però, la storia che volevo raccontarvi.

Ricominciamo da capo.

Mi chiamo Aristotele, sono un castoro e questa è la mia avventura:

Il castoro Aristotele Matilde- 6 anni

Il castoro Aristotele di Matilde- 6 anni

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cuore rosso e la tribù dei piedi lenti

Guarda il video completo della storia cliccando QUI SOTTO!

Nelle terre più ad ovest che abbiate mai conosciuto, lungo il fianco del grande continente americano, dove le montagne si ergono al cielo e le immense praterie si stagliano fino ai limiti dell’orizzonte, in quella cuna chiamata Valle dell’Acqua Dolce, si trovava il laborioso accampamento della tribù dei Piedi Lenti, indiani dall’aria bonaria e ospitale. I bambini pescavano salmoni nel torrente, le donne acconciavano le pelli e raccoglievano erbe, tuberi e frutti di bosco mentre gli uomini erano a caccia di cervi e bisonti. Regnava una quiete assoluta. Il fumo saliva dai tipì, la tipica abitazione indiana, tenuto a bada dall’occhio attento dei vecchi. Nell’aria si spargeva il profumo di pesce abbrustolito e di carne essiccata. L’unica nota acuta di trambusto e confusione proveniva da un tipì ai confini dell’accampamento, dove alloggiava Cuore Rosso, una ragazzina turbolenta che trascorreva le sue giornate a ruzzolare nella boscaglia, a spiare i soldati del fortino a nord del villaggio e a preparare trappole di ogni sorta per lepri e volpi. + Leggi di Più

A letto presto!

Care bambine e cari bambini fatevi vicini, zitti zitti e piano piano, ascoltate attentamente perché un grande segreto vi voglio raccontare. Si tratta di una questione fatta un po’ di scienza e un po’ di magia, insomma, nessuno sa bene spiegare come avvenga e cosa succeda esattamente ma tutto si ferma! E questo è un dato di fatto! Esatto, tutto, proprio tutto, si blocca con il tempo. La notte, nella cameretta di ogni bambino, appena questo si addormenta le lancette cessano di ticchettare, i numeri digitali cessano di scorrere e perfino la polvere cessa di fluttuare. Ma solo a una condizione… che i bambini dormano! Così che al sorgere del sole, come per incanto le lancette vorticosamente riprendano a girare, i numeri a scorrere posizionandosi sull’ora esatta per il wake up, e tutti i fanciulli con gli occhi ancora socchiusi, i pigiami e gli orsacchiotti non siano cresciuti nella notte nemmeno di un minuto, che dico, nemmeno di un secondo. E ancora tanto, molto tempo hanno per giocare e disegnare e imparare e colorare.

Ma attenti un altro po’ prima di dormire.. ancora vi voglio raccontare quel che è successo a Giovannino Schifaletto, un bimbetto assai capriccioso e scontroso che a letto presto mai voleva andare.

Giovannino Schifaletto

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Il Serpente Bidone

In un luogo lontano fatto di notti stellate, infinite distese di sabbia e un sole rabbioso che tutto brucia, viveva una rara specie di rettile squamato: il Serpente Bidone. Esso era di vitale importanza per l’ecosistema, in quanto, con la sua lingua biforcuta, raccoglieva e, poi, inghiottiva tutti i rifiuti el deserto del Miasmara.

Serpente Bidone + Leggi di Più

La strega Carlotta

Al centro dell’Europa, nel cuore della foresta nera c’era un piccolo chalet di montagna diroccato. Isolato e nell’ombra delle fronde si intravedeva a malapena. Il camino era sempre acceso e sbuffava fumo bianco. Là, viveva Carlotta Pikelkrauten, una strega. La leggenda raccontava che grazie al suo olfatto sopraffino catturasse e divorasse tutti i viandanti che si addentravano nella selva. Nelle notti di luna piena, nascosta dal suo mantello di polvere di stelle, faceva incetta di genitori per condire le pozioni. Tutti dentro al calderone per la zuppa o la minestra: un cosciotto, un polpaccio o una testa! Aiutata dai suoi lupi addomesticati assaliva gli sprovveduti villani: “zac zic zuc” Carlotta li trasformava in un suino, un bovino o, perché no, un ovino e li cucinava a fuoco lento nel calderone di rame e bronzo. “Bro bro bro” borbottava lo spezzatino.

Qui, puoi osservare un vecchio ritratto della strega Carlotta! Che paura, vero!?

Strega Carlotta

Carlotta

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PIRATI !

Pirata Giacobbe

Sulla rotta delle grandi correnti, solcando le onde gigantesche, tra gli scogli taglienti e i fondali neri come la pece, navigava il pirata Giacobbe. Bucaniere della peggior specie, temuto in tutti i sette mari e rispettato in ogni locanda di porto. Dente d’oro, cappellaccio a tesa larga, cicatrice sulla guancia e spadino alla cintura. Insomma, una faccia da fare paura! E che ciurma dirigeva, la più astuta, lesta e in gamba mai incontrata. Vento in poppa e comandi al timoniere, così se ne stava Giacobbe sulla prua del galeone “Speranza”. Una bandiera nera sventolava in cima all’albero maestro, teschio e spade incrociate. Pirati! + Leggi di Più

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Che cosa succede se Capitan Bistecca sfida il Generale Broccolo?

Scoprilo con questo divertente libro!

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La guerra in mensa – Delmiglio Editore